L’agenda segreta del lobbista (78)

agenda-istituzionale-37-082015-1-638

Pubblicato in Senza categoria Taggato con:

L’agenda segreta del lobbista (77)

agenda-istituzionale-37-082015-1-638

Pubblicato in Senza categoria

L’agenda segreta del lobbista (76)

agenda-istituzionale-37-082015-1-638

L’agenda del lobbista

Pubblicato in Evidenza, Home

L’agenda segreta del lobbista (83)

agenda-istituzionale-37-082015-1-638

Pubblicato in Senza categoria

L’agenda segreta del lobbista (82)

agenda-istituzionale-37-082015-1-638

Pubblicato in Senza categoria Taggato con:

L’agenda segreta del lobbista (81)

agenda-istituzionale-37-082015-1-638

Pubblicato in Senza categoria

L’agenda segreta del lobbista (80)

agenda-istituzionale-37-082015-1-638

Pubblicato in Senza categoria

L’agenda segreta del lobbista (79)

agenda-istituzionale-37-082015-1-638

Pubblicato in Evidenza

L’agenda segreta del lobbista (78)

agenda-istituzionale-37-082015-1-638

Pubblicato in Senza categoria

L’agenda segreta del lobbista (77)

agenda-istituzionale-37-082015-1-638

Pubblicato in Senza categoria

L’agenda segreta del lobbista (76)

agenda-istituzionale-37-082015-1-638

L’agenda del lobbista

Pubblicato in Senza categoria

L’agenda segreta del lobbista (75)

agenda-istituzionale-37-082015-1-638

Agenda del lobbista

Pubblicato in Home

L’agenda segreta del lobbista (74)

Agenda del lobbista

Pubblicato in Home

L’agenda segreta del lobbista (73)

agenda-istituzionale-37-082015-1-638

L’agenda del lobbista

Pubblicato in Home

L’agenda segreta del lobbista (72)

Agenda del lobbista

Pubblicato in Evidenza, Home

L’agenda segreta del lobbista (71)

agenda-istituzionale-37-082015-1-638

Agenda del lobbista

<iframe src=”//www.slideshare.net/slideshow/embed_code/key/3ew3u7ykTIRpz1″ width=”595″ height=”485″ frameborder=”0″ marginwidth=”0″ marginheight=”0″ scrolling=”no” style=”border:1px solid #CCC; border-width:1px; margin-bottom:5px; max-width: 100%;” allowfullscreen> </iframe> <div style=”margin-bottom:5px”> <strong> <a href=”//www.slideshare.net/s.ragugini/agenda-istituzionale-60287366″ title=”Agenda istituzionale ” target=”_blank”>Agenda istituzionale </a> </strong> from <strong><a target=”_blank” href=”//www.slideshare.net/s.ragugini”>Reti</a></strong> </div>

Pubblicato in Senza categoria

L’agenda segreta del lobbista (70)

agenda-istituzionale-37-082015-1-638

Agenda del lobbista

<iframe src=”//www.slideshare.net/slideshow/embed_code/key/DtViHlzSKVbNPc” width=”595″ height=”485″ frameborder=”0″ marginwidth=”0″ marginheight=”0″ scrolling=”no” style=”border:1px solid #CCC; border-width:1px; margin-bottom:5px; max-width: 100%;” allowfullscreen> </iframe> <div style=”margin-bottom:5px”> <strong> <a href=”//www.slideshare.net/s.ragugini/agenda-istituzionale-15-19-febbraio” title=”Agenda istituzionale 15 19 febbraio” target=”_blank”>Agenda istituzionale 15 19 febbraio</a> </strong> from <strong><a href=”//www.slideshare.net/s.ragugini” target=”_blank”>Reti</a></strong> </div>

Pubblicato in Evidenza, Home

L’agenda segreta del lobbista (69)

agenda-istituzionale-37-082015-1-638

Agenda istituzionale 01 05.02.2016 from…

<iframe src=”//www.slideshare.net/slideshow/embed_code/key/oGzVkShPkqt9uP” width=”595″ height=”485″ frameborder=”0″ marginwidth=”0″ marginheight=”0″ scrolling=”no” style=”border:1px solid #CCC; border-width:1px; margin-bottom:5px; max-width: 100%;” allowfullscreen> </iframe> <div style=”margin-bottom:5px”> <strong> <a href=”//www.slideshare.net/s.ragugini/agenda-istituzionale-58109034″ title=”Agenda istituzionale” target=”_blank”>Agenda istituzionale</a> </strong> from <strong><a href=”//www.slideshare.net/s.ragugini” target=”_blank”>Reti</a></strong> </div>

Pubblicato in Evidenza, Home

Riordino del settore del gioco pubblico: le proposte della Federazione Nazionale Gioco Pubblico

1130127-mostra_a

Per rispondere agli sviluppi normativi che stanno coinvolgendo il comparto del gioco pubblico italiano, in attesa dell’approvazione del decreto attuativo di riordino del settore previsto della Delega fiscale, la Federazione Nazionale Gioco Pubblico (di seguito FNGP) propone un nuovo modello organizzativo basato sull’utilizzo del contratto di rete di imprese e sul ruolo centrale della figura del gestore.

La figura del gestore

“Da una lettura approfondita della bozza del decreto” spiega il Presidente di FNGP Ezio Filippone “la prima impressione è che questa sia fortemente concessionario-centrica, poiché sembra dimenticare o escludere la figura del gestore, che invece non solo merita di essere definita giuridicamente, al pari degli altri attori della filiera, ma che dovrebbe anzi essere riqualificata attraverso nuovi strumenti giuridici e organizzativi”.

“L’omissione di un riferimento chiaro ed adeguato al gestore” ricorda Filippone, “è un errore ereditato dalla Riforma Tremonti del 2003, che pur non contemplandone esplicitamente l’esistenza, d’altronde non sembrava neppure proibirla”.

Oggi però, a distanza di oltre 10 anni, è fondamentale che questa figura venga riconosciuta giuridicamente in maniera inoppugnabile e per questo motivo la FNGP ha consegnato al Sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, nonché all’Agenzia dei Monopoli, un documento contenente il punto di vista della Federazione sulle difficoltà applicative di quanto previsto dalla legge di Stabilità, nonché alcune proposte concrete.

Il contratto di rete di imprese

Tra queste, l’idea di utilizzare lo strumento giuridico del contratto di rete di imprese, “una forma di aggregazione flessibile e innovativa basata su un programma comune tra le imprese aderenti (concessionari e gestori) volta alla ricerca di nuove tecnologie e nuovi modelli di business”. Questa soluzione, sottolinea Filippone, “consentirebbe di conferire ai gestori il ruolo di garanti della legalità e presidio del territorio, trasformandoli in risorse utili sia per il concessionario che per i Monopoli di Stato”. Inoltre, il contratto di rete di imprese potrebbe rappresentare una nuova modalità relazionale del settore, che consentirebbe a tutti gli operatori di collaborare per accrescere la propria capacità innovativa e la propria competitività nonché di pervenire ad un’unica visione delle proprie esigenze.

E’ questa la vera novità secondo Filippone: “l’individuazione di uno strumento originale che sembra poter intercettare al meglio le esigenze di tutti gli attori coinvolti.

La proposta sulla sostituzione degli apparecchi

La Federazione ha inviato anche un’ulteriore nota al Sottosegretario relativa all’ipotizzata immissione sul mercato di nuovi apparecchi in funzionamento da remoto. “Nella nota”, spiega Filippone, “abbiamo ricordato che l’Agenzia per le Dogane e i Monopoli, per raggiungere gli stessi obiettivi di sicurezza e tutela della legalità di giocatori e dei minori, aveva già previsto l’ingresso sul mercato di un nuovo apparecchio da intrattenimento (AWP3) il cui decreto tuttavia non è mai stato attuato con disposizioni operative, perché il suo contenuto sarebbe dovuto confluire naturalmente nelle disposizioni attuative del delega fiscale”.

Stando alle bozze in circolazione tuttavia non vi è traccia di queste disposizioni a favore delle AWP3 che secondo la Federazione sarebbe “il sistema più avanzato di tecnologia esistente sul mercato al momento” e, continua Filippone, “soddisferebbe gli obiettivi di sicurezza sociali, legalità e protezione dei minori e garantirebbe continuità ad un costo del tutto sostenibile per operatori e giocatori”.

Attualmente la bozza di attuazione della delega fiscale prevede l’introduzione di mini VLT che non solo non presentano alcun vantaggio rispetto alle AWP3, ma comportano alti costi di investimento, manutenzione e gestione. Vi è inoltre il rischio che i parametri di gioco, per risultare remunerativi, debbano essere modificati al rialzo comportando per il giocatore il pericolo di gioco aggressivo o d’azzardo.

Da ultimo il Presidente della Fondazione sottolinea il “grave danno per l’economia italiana a causa della perdita di produzione da parte dell’industria nazionale del gioco, consegnata nelle mani degli operatori esteri” . D’altronde sembra improbabile che i concessionari italiani, già fortemente indebitati, possano accettare impegni finanziari così gravosi.

Pubblicato in Evidenza, Gioco d'azzardo, Home Taggato con: , ,

Adepp, la sfida del codice di autoregolamentazione

adepp

Oltre 2 milioni di professionisti che contribuiscono a 19 casse di previdenza privatizzate, con un patrimonio che si aggira sui 70 miliardi di euro, avranno finalmente un “Codice di autoregolamentazione in materia di investimento delle risorse degli enti di previdenza ed assistenza”. E’ stato appena adottato dall’Adepp (Associazione degli enti di previdenza privatizzati) che garantirà trasparenza, prudenza ed efficienza negli investimenti che verrano fatti con i soldi degli iscritti.

Non solo per difendersi dai rischi e dai danni della grigia stagione dei  derivati, ma per garantire la sostenibilità dei meccanismi di previdenza sottoposti alle tensioni demografiche, agli effetti della crisi oltre che alla vigilanza pubblica.

L’introduzione di codici di autoregolamentazione si fonda  sul consolidamento di determinate pratiche, esperienze e conoscenze acquisite in un determinato settore; oltre a favorire buone pratiche, aumentare la trasparenza e consentire un maggior controllo sociale contribuiscono anche a definire un ecosistema regolatorio

Non c’è codice senza storia. Questi codici sono spesso precursori di leggi e di regolamenti, contengono principi e criteri generali più che imposizioni e la loro produzione, condivisa piuttosto che imposta dall’alto, ne facilita l’attuazione.

Ma qual è la storia che racconta questo Codice?

Nel 2011, sono state attribuite alla Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP) nuovi compiti tra cui il controllo sugli investimenti delle risorse finanziarie e sulla composizione del patrimonio degli enti gestori delle casse privatizzate. Parallelamente a questa riforma  un decreto interministeriale (MEF , Ministero del Lavoro e Covip) avrebbe dovuto definire indirizzi e criteri di investimento delle risorse degli enti previdenziali, l’area di eventuali conflitti di interesse e le modalità di scelta della banca depositaria.

A distanza di cinque anni il decreto è ancora sulle scrivanie ministeriali, vuoi perché si continua a limarlo e rimaneggiarlo, vuoi per i continui cambiamenti di incarichi presso i Ministeri coinvolti.

In attesa che la politica trovi la quadra, la società civile raramente ha tempo di attendere.

Ecco perchè l’Adepp ha deciso di  gettare il cuore oltre l’ostacolo, definendo un Codice di autoregolamentazione in materia di investimento delle risorse degli enti di previdenza. Un documento che si pone insieme la finalità di “garantire la trasparenza, l’ottimizzazione dei risultati e la migliore tutela degli iscritti” e di aprire la strada al decreto del Governo e non certo di sostituirlo, tanto da chiarire  che le prescrizioni in esso contenute “operano secondo un principio di cedevolezza” alla normativa di riferimento.

Il Codice di autoregolamentazione rappresenta, per riprendere le parole del Presidente Adepp, Alberto Oliveti, “un progetto guida, proattivo nei confronti del  decreto ministeriale sugli investimenti al vaglio del Governo”.

Entrando nel merito, il Codice contempla strumenti di programmazione degli investimenti che prevedono il rispetto dei criteri di prudenza, trasparenza, redditività, competenza, ottimizzazione della combinazione redditività-rischio, diversificazione del portafoglio ed impone una gestione efficiente. Viene posta grande attenzione all’adeguatezza delle strutture tecniche responsabili agli investimenti. Investimenti complessi si possono fare solo contando su strutture tecniche adeguate e aggiornate secondo le migliori Linee guida internazionali.

Non si possono gestire enormi risorse senza competenze in materia di finanza e investimenti, senza rafforzare requisiti e formazione continua anche per gli organi. Sul modello, ad esempio, dei fondi pensione inglesi e delle indicazione del UK Pension regulator.

Il Codice detta criteri rigorosi di investimento per gli enti di previdenza e relativi limiti, secondo il principio di sana e prudente gestione, mantenendo la bussola dell’interesse collettivo dei propri iscritti.

Naturalmente vi è anche un articolo chiave dedicato al conflitto di interessi e alle incompatibilità che richiede agli organi di amministrazione degli enti di adottare “ogni misura ragionevole per identificare e gestire i conflitti di interesse e per evitare che tali conflitti incidano negativamente sugli interessi dei beneficiari e degli iscritti”. Temi su cui lo schema di DM fin qui noto, risulta ancora generico

L’iniziativa dell’Adepp è insieme un segnale ed un contributo importante per il Governo. Le Casse che decideranno di adottare un codice di autoregolamentazione dimostreranno di accettare la sfida di una maggiore responsabilità e trasparenza nella gestione delle risorse, ma anche di essere pronte ad accogliere una politica che sollecita continuamente maggiori investimenti nell’economia reale.

Ma per questo c’è tempo, la legge di bilancio è ancora in fase di elaborazione.

Caterina Nigo

Pubblicato in Casse e risparmi, Evidenza

Lobbying, il MISE alla prova trasparenza

lopk9pd

Più di 50 iniziative in materia di lobbying rimaste bloccate. L’ultima, il disegno di legge a firma del senatore Luis Alberto Orellana, assegnato alla commissione Affari costituzionali del Senato, aspetta da due anni di essere approvato.

La regolamentazione dell’attività di lobbying diventa estremamente importante in un Paese, il nostro, che accosta  al termine “lobbista” il sinonimo di faccendiere o corruttore. Di certo la cronaca politica degli ultimi mesi e la mancanza di trasparenza non hanno aiutato a diffondere un’immagine più neutra della figura del lobbista e del suo lavoro.

Il Parlamento, d’altro campo, non sembra dimostrare la concreta volontà di normare il settore e le attività dei gruppi d’interesse e dei loro rappresentanti. Qualcosa si muove a livello regionale: Toscana, Molise, Abruzzo, Calabria e Lombardia si sono adeguate con i loro registri; la Camera dei Deputati si è dotata di un regolamento rimasto, però, inattuato; si sono attivati anche i ministeri, prima il timido tentativo del MIPAAF e ora ci prova il MISE grazie all’accelerazione impressa dal ministro Carlo Calenda. Dal 6 settembre è, infatti, online il Registro Trasparenza che si ispira al modello utilizzato dalla Commissione Europea con l’obiettivo, attraverso la trasparenza del processo decisionale, di incoraggiare i cittadini a partecipare più attivamente all’attività pubblica.

Il registro si applica a tutte le attività volte a influenzare – direttamente o indirettamente – i processi decisionali e l’elaborazione e attuazione delle politiche di competenza del ministero, a prescindere da dove si svolgono e dal metodo di comunicazione utilizzato.

Proprio per questo motivo, Reti ha deciso di iscriversi al registro del MISE, ed è tra le prime società a farlo. 

Una prova scritta e consultabile online che i lobbisti non sono quelli che intendono nascondersi, ma quelli che hanno bisogno di più informazioni, ascolto e trasparenza da parte dei decision makers. I lobbisti, o portatori di interessi concreti,  possono aiutare la democrazia ad essere più efficace e dinamica.

Pubblicato in Evidenza